WILD SAVANA! Bagamoyo-Sadani-74 km / Sadani-Ushongo-77 km

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Andiamo a letto con l’adrenalina ancora a mille!
Non credevamo fosse possibile invece arrivati al Gate del “Saadani National Reserve” ci hanno fatto passare in bicicletta, come se niente fosse, dopo averci spiegato come comportarci in caso di pericolo.
Si perche in questo parco ci sono leoni, leopardi, elefanti, bufali, ippopptami e coccodrilli vicino all’acqua.
Penserete che siamo folli, lo sappiamo, lo siamo.
Ci sono stati attimi di tensione prima di varcare il cancello che credete!
Entriamo-non entriamo-entriamo-non entriamo ma alla fine la follia ha avuto la meglio.
Siamo entrati nella savana con una “non chalance” fintissima ed un sorriso piu simile ad una smorfia di dolore ma comunque convinti di volerlo fare.
Il ranger ci ha assicurato che non avremmo avuto problemi, ci ha strinto la mano, fatto gli auguri ed aperto il cancello e noi ci siamo lasciati tranquillizzare.
Ecco che con le nostre care biciclettine e la savana tutto intorno abbiamo iniziato l’avventura piu folle, insensata, stupida eccitante, adrenalinica e strepitosa che due persone possano fare e come due piccole prede FACILI ci siamo diretti a Saadani, il piccolo villaggio sulla costa, l’unico presente nel raggio di 100km, del tutto immerso nel parco.
Saadani é uno strano villaggio, composto da circa 200 persone che vivono come se niente fosse circondati dalla savana ed i suoi abitanti.
Una trentina di capanne, pochi vhe camminano, capre ed un gruppo di bambini gioca a pochi metri da una famiglia di facoceri (grossi come cinghiali) come se fosse normale.
Troviamo dove dormire, non esiste elettricita e cerchiamo di capire se realmente ci siano pericoli o meno, sopratutto la notte, e capiamo subito che ce ne siano quando l’uomo che si occupa della stanza in cui dormiremo ci inizia a scortare ovunque noi andiamo, dalla spiaggia al posto dove ceniamo, non ci molla un secondo.
Intorno a noi famiglie di scimmie giocano con gli utensili umani, situazione irreale quanto normale.
Fino a poco tempo fa tutti erano convinti che non potesse succedere niente e che gli animali avessero “rispetto” delgli uomini ma qualche settimana fa un vero folle si é addentrato nel parco in bicicletta, di notte, errore madornale che gli é costato la vita.
Da quella notte sono tutti impauriti anche se, come da regola generale, i due leoni che hanno ucciso l’uomo sono stati uccisi a loro volta.
Si, perche la regola dice che se un uomo viene attaccato da un leone quest’ultimo vada ammazzato altrimenti scoprendo il tipo di preda, molto facile, ne caccerebbe subito altri e nascerebbero stragi umane, come successo in passato nel famoso caso dello Tsavo in Kenya durante la costruzione della ferrovia, caso in cui morirono piu di cento persone.
Aaaaaaaaa beh ci sentiamo molto piu sicuri!!!
Ma parliamo della savana.
Purtroppo non abbiamo fatto avvistamenti importanti, kudu, babbuini, scolopendra, facoceri e gnu, ma le emozioni che suscita la savana sono grandiose anche senza animali.
Quell’orizzonte lontano, il profilo delle acace, il verde improvviso lungo i torrenti dei fiumi che ridiventa secco poco dopo, l’odore della terra che si alza al passaggio delle ruote e quei rumori vicini e lontani che ti fanno vibrare l’anima sperando di avvistare qualcosa, quella sensazione di essere te l’intruso nella terra di qualcun’altro ed ogni fruscio ti fa sobbalzare e con la coda dell’occhio ti sembra di vedere occhi ovunque che ti osservano da dietro i cespugli, rami che si spezzano intorno a te e ti ricordano che sei circondato da una natura piu forte di te e dagli animali piu temuti al mondo.
Tante parole che non basteranno mai a descrivere realmente la sensazione.
La savana senza ombra di dubbio va vissuta almeno una volta nella vita.
Lasciamo Saadani la mattina dopo prendendocela comoda, visto che i felini cacciano la notte e la mattina presto, partiamo con il sole alto e con la conseguente scorta di acqua da guiness dei primati. Ci dirigiamo verso il piccolo villaggio di Ushongo.
Usciamo dal Parco dopo 3 ore, un grosso sospiro di sollievo: SIAMO VIVI.
É tanto assurdo quanto ridicolo il fatto che ci siamo addentrati in bicicletta in mezzo a pericolosi animali che probabilmente ci hanno avvistato, lenti e goffi sulle nostre biciclette ed avranno pensato: non li attacco per pieta!
Ed e altrettanto buffo il fatto che ci siamo sentiti in pericolo in particolare quando, trovando strada sabbiosa, abbiamo dovuto spingere le biciclette a piedi come se pedalando ci si sentisse al sicuro.
Abbiamo percorso un totale di 50 km di sterrato in un parco nazionale africano, sotto un sole di 40 gradi, é stata pura avventura, indimenticabile.
Arriviamo sfiniti, davvero sfiniti ma felici di aver raggiunto un posto dove non c’e niente se non l’unica cosa che tutti sognamo: un piccolo atollo raggiugibile in 45 minuti di barca.
Campeggio sul mare, circondato da niente, su una delle baie piu belle che abbiamo trovato nel nostro lungo viaggio , senza batter ciglio decidiamo che il giorno di stop sará proprio qui.
Atollo sia!
Ci svegliamo alle 7 per raggiungere il paradiso. Pinne, maschera e animali feroci lomtani per una giornata da veri vacanzieri.
Le gambe sono come mattoni ed il fisico é davvero provato, dopo gli ultimi 140 km di sterrato, ce lo godiamo senza troppi sensi di colpa.
Domani ci aspetta Tanga, domani l’altro saremo al confine.
Sembra cosi strano e cosi vicino l’arrivo che non ci stiamo rendendo conto del suo imminente avvicinarsi.
Al massimo 5 giorni e saremo a Mambrui.
Che dire signori, pensarci scatena un misto di emozioni che sembrano esplosioni che scuotono ogni millimetro della pelle dando brividi mai provati.
Vi salutiamo cosi, vibranti di emozioni che ancora non sappiamo bene descivere in attesa di un’altra alba sul mare.

Claudia e Filippo

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