Zimquazi-Mtunzini-58 km / Mtunzini-Quambonambi-60 km / Qwambonambi-Hulhuluwe-80 km

La linea non ci ha aiutato in questi giorni…
A Zimquazi ci svegliamo con la pioggia e rallentati cerchiamo il primo bar dove poter avere almeno un caffè.
Ci propinano una torta, che ci accompagnerà per tutta la tappa,cosiddetta “carot cake”, improponibile ed indigeribile.
Lezione del giorno: mai prendere le torte consigliate, c’é la magagna sicuramente!
Infatti andando via scopriamo che avevano un menu con toast e quant’altro..forse dovevano finirla?
Mattinata iniziata con il piede sbagliato, meno male la tappa prevede pochi km.
Intorno a noi iniziano distese di campi di canna da zucchero, distese infinite, a perdita d’occhio.
Tutta piana, sfrecciamo sperando che il tempo migliori e di trovare un posto che ci piaccia.
Una giornata un po’ fiacca, la tenda fradicia e le borse motose, la colazione storta, Filippo perde gli occhiali da sole, il tempo grigio, il paesaggio monotono insomma..arriviamo?
Si, e ci accorgiamo subito di aver lasciato la nostra catena nel campeggio maledetto!
Non é giornata.
Filippo non si da pace, quella catena era importante e davvero perfetta, leggera e resistente, ci serviva.
Prova a convincere qualcuno lungo la strada ad andare a prendergliela, pagando, ma la fortuna, niente, oggi é in ferie.
Arriviamo al nuovo campeggio e decidiamo di correre al mare per recuperare l’umore, il mare rimette sempre in sesto tutto.
Spiaggia favolosa ed acqua calda. Un tuffo non ce lo toglie nessuno.

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Una meraviglia.
Ci guardiamo negli occhi e capiamo che possiamo tentare di nuovo, mai darsi per vinti! Da chi andiamo?
Dai vicini di tenda!
In trenta secondi siamo in macchina, direzione Zimquasi, ci andiamo a riprendere la catena!
Vi sembrerà assurdo pensare di fare tutto questo trambusto per una catena, ma ci sono cose di cui non possiamo assolutamente fare a meno. Stiamo per entrare in Mozambico dove probabilmente servirà più che in altri paesi, non troveremo negozi di ciclismo e sopratutto non ritroveremo una catena tanto resistente quanto leggera e, credeteci, anche 200 grammi in più fanno la differenza!

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É assurdo tornare indietro e ripercorrere la strada fatta, pedalando per 5 ore, in neanche 30 minuti.
Ma non ci piace e ci rendiamo conto che ogni minuto in bici vale piú di mezz’ora in auto.
Oltre al passaggio vinciamo un caffè per la colazione seguente, solidarietà da campeggiatori, non possiamo certo dire di no!
Ovviamente quando parliamo di caffe scordatevi l’espresso, quello intenso e cremoso che in Italia da il via alle nostre giornate rendendole migliori, stiamo parlando dello “sbroscione” ovvero di acqua color caffè in cui se siamo fortunati troviamo qualche goccia di latte.
Pensate quanto é forte l’abitudine, l’essere umano ha il dono dell’adattabilità, innato, lo sbroscione ci sembra oro.
Dopo un iniziale scetticismo, anche quel liquido chiamato caffè ci da l’impressione di partire con una marcia in più, a noi piace!!
Ci svegliamo con la consapevolezza di poter avere un caffè ma anche con la consapevolezza di non aver ancora imparato dove piantare la tenda.
Lezione del giorno: la tenda al sole NO!
Ci svegliamo già sudati, maledicendo la nostra ignoranza (pigrizia) da campeggiatori. Siamo nell’unico posto al sole in tutto il campeggio, immerso in una riserva naturale, forse dovremmo impegnarci di più?
Si!
Ci consoliamo pero, con lo spettacolo della natura che ci stampa un sorriso ebete per la soddisfazione di potervi assistere, le zebre ci fanno compagnia, assurdo quanto magico.

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Lo sbroscione offerto dai nostri vicini tendaioli, le zebre, pronti a partire.

Non immaginiamo minimamente cosa ci aspetti.
La tappa é corta, 60 km, ma ci scontriamo per la seconda volta dalla partenza, con un caldo terrificante.
Gradi? 48
Ripeto 48 gradi!
Roba da pazzi, non era previsto né prevedibile.
Ci siamo preoccupati.
C’é stato un momento in cui avbiamo temuto un colpo di calore o di sole e sinceramebte quando siamo arrivati a destinazione ci siamo sentiti sollevati, piu che soddisfatti.
Non avremmo potuto fare di piu.
La sensazione di oppressione alla testa, di mattone sul petto, un phon caldo fisso in faccia (definizione offerta da Filippo) troppo.
Se fosse stato previsto avremmo evitato..forse..

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Da notare nel grafico l’abbassamento di temperatura quando siamo entrati in una stazione di servizio con aria condizionata!

Sfatti, sciolti, afoni, ma pedalanti e trionfanti andiamo nell’unico posto simile ad un posto dove poter metter tenda: golf club.

Sotto indicazioni di Derek, il nostro amico di Durban di cui sentiamo la mancanza sempre di piu, cerchiamo un certo Mister Wood.
Non lo troviamo e consolandoci con una birra conosciamo lui: Rusty

La conversazione.
Rusty: hi, are you cycling?
Noi: yes! To Kenya.
Rusty: Shame!
Noi: yes
Rusty: where you’ll sleep tonight?
Noi: we don’t know yet
Rusty prende il telefono e compone un numero: “Diane? We have two cyclist tonight at our home”
🙂

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Un’altra famiglia adorabile, in casa si respira un’atmosfera dolcissima con Diana che ci racconta del loro matrimonio e Rusty che in maniera spontanea ed affettuosa ci fa sentire a casa nostra.
Hanno una piantagione di canna da zucchero ed una famiglia numerosa a cui dedicarsi.
Si respira un’aria d’altri tempi, tutti scalzi, tutti ad aspettarsi per fare colazione con la tavola imbandita di frutta e cereali, il tempo scorre lento, vita di campagna come ormai non siamo abituati ad avere.
Sempre di corsa sempre indaffarati qui si respira!
É bellissimo.
Tra un saluto e l’altro dobbiamo sistemare le bici, Rusty ci assiste amorevolmente e facciamo il cambio gomme, davanti dietro, si avvicinano i 2000 km.

Salutiamo Rusty e famiglia con il solito magone nel petto, ribadiamo queste persone sono incredibili.
Danno la sensazione di fraternità e valori di altri tempi, belli belli belli!
Grazie di cuore.
Ci avviamo verso Hulhulue, abbandoneremo la N2, il Mozambico si avvicina.

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Ma veniamo alle cose serie: 2000km FATTO

Ci siamo ragazzi , ci siamo, incredibile ma vero li abbiamo raggiunti. Per quanto siano soltanto 2/7 del totale son pur sempre un gran bel traguardo.

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Mozambico arriviamo!
Intanto saltando da un parallelo all’altro ( siamo partiti dal 34esimo parallelo sud adesso siamo al 28esimo parallelo sud) iniziamo ad avvicinarci all’equatore, finalmente iniziamo a trovare frutta su frutta, buona e profumata.
Sí, stasera vi scriviamo e vi salutiamo da un posto un pó improbabile in Sud Africa gustandoci un mix di frutta succulenta e profumata.

A domani!

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P.s. Oggi prima rottura importante…

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