Jeffreys Bay-Port Elizabeth-77 km / Port Elizabeth-Fattoria in mezzo al niente-70 km

Vi ricordate il momento della ruota durante il gioco tv “ok il prezzo é giusto”, con Iva Zanicchi, quando tutti urlavano energicamente: cento!cento!cento!
Ecco con la stessa energia abbiamo aspettato di vedere apparire sul nostro guru, il nostro Garmin, la cifra 1000 ovvero i nostri PRIMI 1000 km, é apparsa!
Lasciamo Jeffrey’s Bay e pedaliamo con tutta la forza aspettando quel momento e lasciatecelo dire, una bella sensazione, un misto tra incredulità, felicita, soddisfazione, stupore..un bacio una risata e via alla conquista dei prossimi mille.

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Arriviamo a Port Elisabeth e cerchiamo un posto per dormire, troviamo Hippo Backpakers, carino, bella zona e tra tedeschi che cenano a nachos e formaggio, norvegesi che mangiano carote crude e pane da toast sfoggiamo un bel filetto di struzzo cucinato dal cicciaro Filippo, ci stappiamo una bella birra Hansa e gongoliamo un po prima di sprofondare in un sonno profondo.

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Ci svegliamo e carichi come molle decidiamo di dedicarci un pochino alla citta di Port Elisabeth.
Decidiamo addirittura, udite udite, di entrare in un museo!
Niente da fare ragazzi, non ci conquista siamo in un paese con una storia pesante che potrebbero “sfruttare” in maniera costruttiva ed interessante ma niente, nessun luogo appaga la nostra curiosità su Mandela e l’apartheid.
Ci dedichiamo alla città e finalmente troviamo un pochino dell’Africa che cerchiamo: il kaos!
Arriviamo in centro e veniamo coinvolti da traffico, mercatini, e tante persone a giro che camminano e vivono la città.

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Giusto per risolvere il quesito sollevato qualche articolo fa, tra le foto vedete una donna arancione, ricoperta di qualcosa in faccia?
Pensavamo: chissà cosa sarà!?
Sarà un rito?
Sarà tradizione?
Sarà, sarà, sarà..
Ebbene é crema idratante ricavata da una pianta super idratante e protettiva per i raggi solari, svelato il mistero.

Ripartiamo verso meta imprecisa, e lasciando la cittá ci imbattiamo in una serie di situazioni che ci fanno amare ancora di piú cio che stiamo facendo.

Diciamoci la verità, chissa quanti avranno pensato, vedendo il nostro blog, “esosi” o “chissene frega”, probabilmente questi non staranno leggendo, comunque il punto è che la nostra vera intenzione é riuscire a condividere la grande esperienza che stiamo avendo nelle nostre vite.
Con leggerezza e simpatia speriamo di far vivere un pochino delle grandi emozioni che andiamo cercando in Africa e fino ad oggi, visto il sostegno che abbiamo dall’italia,inaspettato ed incoraggiante, forse ci stiamo riuscendo.
Ecco, così come non ci aspettavamo tanto incoraggiamento dall’Italia, tanto meno dal Sud Africa!
Pulman che ci salutano, auto che ci incitano, cordialità ovunque e generosita, sempre di piu!!

Un camion si ferma e con un braccio dal finestrino ci chiede di fermarci, un pó perplessi chiediamo spiegazioni, vuole salutarci ed offrirci ospitalitá.
Da una settimana, muovendosi da Port Elisabeth a George e viceversa, ci vede in vari punti dell’itinerario.
Ci incoraggia, qualche domanda, ci offre ospitalità e ci fa l’in bocca al lupo.
Un’energia incredibile!
Pedaliamo e dopo una 40ina di chilometri decidiamo di fermarci nella cittadina di Colchester (prima ed unica trovata).
Piccola, curata, immersa tra dune di sabbie, sulle sponde di un fiume tempo di pic-nic.
Vediamo un ristorante, l’unico, ed un minimarket.
Ci chiediamo: caffeino prima di partire?
Entriamo al ristorante, non servono caffe.
Entriamo al minimarket, non servono caffe.
Affranti ci allontaniamo ed arriva lui:

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Ci dice: ho sentito che volete un caffe!
Noi: si ma non importa
Lui: ci penso io

Morale, dopo due secondi ci porta due caffe take away gia zuccherati e girati!
Facciamo pochi metri e vediamo un gruppo di ciclisti, ci diciamo: conosciamoli!
Dopo due minuti erano tutti intorno a noi chiedendoci di aspettarli , vanno in senso opposto ma vogliono che ci uniamo a noi al loro ritorno, quindi probabilmente domani aspetteremo il gruppo (40 persone) per aggregarci nel loro tour.

Ci diciamo: si sta alzando il vento, marciamo e, carichi di energie e sopratutto di un ananas dall’odore inebriante comprato da un venditore ambulante, partiamo verso méta ancora ignota.

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Pedaliamo, pedaliamo, il vento aumenta, pedaliamo, aumenta.
Claudia si arresta, qualcosa non va con le ginocchia, che fare?
Sarà il peso dell’ananas?
Chiamiamo uno dei nostri sponsor più affiatati, il supervisore ufficiale Luca Petri (Ciclissimo) che con la solita di gentilezza e simpatia di sempre risolve tutto in 5 minuti: alzare il sellino!
Ecco la soluzione e ripartiamo alla grande ( grazie Luca).
Nonostante Il nuovo assetto dobbiamo trovare alloggio e fermarci causa vento, decidiamo di entrare nell’unica fattoria presente e provare la carta: tenda in giardino.
Testiamo per l’ennesima volta l’ospitalità sud africana.
Risultato: veniamo caricati su un pick up e trasportati a casa di Michael e Julie, tre figli, due cani, una tata e piu di mille vacche; ci danno un letto ed una cena composta da bistecca, patate e verdure (avevamo umilmente chiesto un pezzo di giardino) e ci offrono una delle serate più piacevoli, affiatate ed interessanti mai avute fino ad oggi.
Senza tante parole filosofeggianti ed arzigogolate: una gran Figata!!!

Andiamo a letto carichi, felici e perché no, arricchiti da tutta questa energia e generosità che ci accompagna ogni giorno qui in Sud Africa e dal nostro bel continente, anche questo ci farà senz’altro crescere.

Buona notte mondo un abbraccio a tutti voi che leggete.

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6 pensieri su “Jeffreys Bay-Port Elizabeth-77 km / Port Elizabeth-Fattoria in mezzo al niente-70 km

  1. La cosa straordinaria è come la gente che incontrate ha quasi sempre un atteggiamento di disponibilità e di accoglienza. Mi viene da pensare che forse in italia, tra i nostri compaesani, non avreste incontrato persone così disponibili……!!!! Comunque auguri per i primi 1000.
    p.s. con “Capital in the world” avevate programmato altri incontri?? Magari alla fine della vostra straordinaria avventura?

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