Gansbaai-Elim-Bredasdorp 78 km

Vi ricordate il simpatico africano che guardava l’orso yoghi?
Si é pappato parte della nostra colazione ahahhahahahahahah
Ci svegliamo carichi per la nostra tappa mattutina, sveglia alle 6, ci dirigiamo in cucina per la nostra ricca colazione e scopriamo che “qualcuno” ci ha dimezzato la torta di mele, capita, una risata e mangiamo altro, si parte!
Proviamo a tenere un passo regolare per raggiungere Elim, piccola cittadina in mezzo alla campagna, la strada sterrata non ci aiuta affatto.
Con una Claudia in stallo ed un Filippo coach instancabile arriviamo ad Elim e scopriamo che le cittá fantasma, esistono davvero!
Elim é stata fondata da preti moravi, un ramo del luteranesimo, non potendo predicare perché osteggiati dagli Asburgo si sono diretti in Africa, la chiesa svetta circondata da case con tetti di paglia molto tipici e “colored”, ovvero i figli di madri e padri neri e bianchi ( si chiamano cosí ufficialmente), incontriamo anche una local guide che mostra fiero il mulino locale.
Sembra il set di un film, ci accomodiamo davanti alla piazza e pranziamo: carote lesse,patate lesse, fagiolini, pane e marmellata!!
Ripartiamo per Bredasdorp, vento a favore fortunatamente, con una media di 28 km/h arriviamo in un baleno in questa cittadina che offre un tranquillissimo campeggio e possiamo finalmente fermare le gambe.
Nel campeggio solo un gruppo di africani che grigliano..cosa potevamo fare se non unirci?
Salta fuori una chitarra e tra una canzone ed un’altra, tra un ballo e una risata Filippo tira fuori l’arte del grigliatore e propone una bella bisteccozza e spiedini di pollo, atmosfera unica. La spensieratezza degli africani come al solito ci coinvolge e con la pancia piena e lo spirito appagato ci dirigiamo in tenda per una pennichella secolare, meritata.
Giro in centro, cenetta..qui mangiano da pazziiiiiiiiii!!!!!!!!
Porzioni da bisonti siamo ancora a tavola solo per vedere tra quanto scoppieranno quelli seduti accanto a noi 🙂
La lezione del giorno é: non lasciare torte incustodite e non cedere mai alla tentazione di cucinare pasta fuori Itali, sopratutto con la pasta “toscana” made in Libano, inaffrontabile.

Stasera vi salutiamo in afrikaner: goeinanag (buona notte)

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